Festival di Venezia 2016: le pellicole che hanno convinto la stampa

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Come da tradizione Venezia presenta la Mostra internazionale d’arte cinematografica, arrivata alla sua 73esima edizione; quest’ultima si terrà presso il Palazzo del Cinema, dal 31 agosto sino al 10 settembre. In questo articolo vi proponiamo le pellicole che hanno suscitato maggior interesse nella stampa internazionale, partendo da “Vegas: based on a true story” fino ad arrivare a “Birdwatchers“. Buona lettura

 

  • BIRDWATCHERS – LA TERRA DEGLI UOMINI ROSSI

Bechis raccoglie l’urlo degli Indios: e lo amplifica tanto da farlo arrivare al Lido. Film coerente e serio, ha una forza primitiva: e non perde tempo in orpelli.
Voto: 7

  • THE BURNING PLAIN

Due storie che poi sono la stessa: il trucco c’è ma non si vede. Arriaga gioca col tempo, contando le bruciature, spesso indelebili, dell’anima. Charlize è da Coppa Volpi: e non soltanto perché nella prima scena si alza nuda dal letto.
Voto: 7,5

  • THE HURT LOCKER

La Bigelow è una regista con le palle: lo dimostra anche qui, dove racconta il potere seduttivo della guerra e del pericolo, col suo carico esplosivo di adrenalina. Niente di nuovo sul fronte orientale, ma uno stile tosto e un  punto di vista non banale.
Voto: 7,5

  • PONYO ON THE CLIFF BY THE SEA

La rivincita della semplicità: al cinema sovrastrutturato e a multistrati, Miyazaki oppone la sua tenerissima eco-fiaba transgenerazionale. Una carezza, là dove gli schiaffi spesso non servono.
Voto: 7,5

  • RACHEL GETTING MARRIED

E’ vero, nasce un po’ vecchio: eppure funziona, eccome. La pecora nera torna a casa: Demme filma tutto come se fosse un documentario. Già visto, forse: ma comunque forte. E la Hathaway è bravissima.
Voto: 7,5

  • SOLDATO DI CARTA

Più ci ripensi, più cresce: la conquista dello spazio, la morte del futuro, una base, di fango e solitudine, che non sembra  sulla Terra ma sulla Luna. E’ vero, si parla un po’ addosso: ma c’è talento. Un premio alla regia?
Voto: 7,5

  • VEGAS: BASED ON A TRUE STORY

Scavate, scavate: qualcosa resterà. Un film indipendente girato con stile nudo e crudo sull’ossessione (solo americana?) del denaro facile. In una terra senza storia né valore, una parabola cativa e intelligente che vorremmo andasse a premio.
Voto: 8

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