Recensione ”Sausage Party – Vita segreta di una salsiccia”

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Gli Dei possono essere uccisi!

TRAMA: Frank è una salsiccia come le altre, residente presso un supermercato. Un giorno la sua confezione verrà scelta insieme a quella di Brenda, una panina, ma un evento imprevisto farà cadere entrambi dal carrello. Frank, alla ricerca di Brenda, scoprirà terribili realtà che sconvolgeranno la sua vita, entrando in una profonda crisi esistenziale.

DOPPIAGGIO: Il doppiaggio italiano della pellicola è ben curato e presenta personaggi noti nel settore; Frank infatti è doppiato da Simone Mori, vincitore del Leggio D’Oro 2012, mentre Rossella Ancidoni, in arte Rossella Acerbo, interpreta Brenda. In secondo piano troviamo Simone Crisari (Carl), Luigi Ferraro (Barry), Pasquale Anselmo (Lavanda), Roberto Gammino (Kareem Abdul Lavash), Mario Cordova (Acquavite) e Ilaria Latini (Teresa Del Taco).

REGIA: La regia, diretta da Conrad Vernon e Greg Tiernan, è condita da campi medi e lunghi; un’aroma sicuramente positivo è la spruzzata di transizioni creative, che riescono a dare un senso di continuità alla pellicola. Variegata la correzione del colore, distinta in base alle situazioni interpretate dagli alimenti e dagli umani; nel primo caso vengono proiettate immagini accese e saturate, esattamente l’opposto di ciò che accade nella seconda condizione. Accurato il comparto grafico, seppur non vede alcuna novità in tempi moderni.

LOCATIONS: Il film è ambientato perlopiù in un supermercato, difatti sono presenti anche alcune scene girate nel ”Grande Oltre”.

CONCLUSIONE: La pellicola animata di Seth Rogen è un chiaro riferimento alla società contemporanea, dominata da pregiudizi e religioni. Primo quidem, lo scontro tra ebrei e palestinesi, nonchè una rottura religiosa con terribili susseguiti sociali. Spicca il sesso, da molti ritenuto un tabù anche se raffigurato con cibarie; la pellicola in Italia è infatti visionabile solo a chi ha compiuto i 14 anni, mentre negli Stati Uniti si sale ai 17 anni. Di grande rispetto le argomentazioni a discapito dell’omossesualità, affrontata con grande consuetudine. Non si può dire lo stesso riguardo le tematiche inerenti alle droghe, rappresentate come un portale verso il divertimento.

VOTO: 7,8

Recensione a cura di Gabriele Petroccione

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