“Mister Felicità”: Recensione

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Secondo me, quando si è da soli la felicità dura un attimo…magari se è condivisa dura nu poc e chiù!

Martino è un giovane napoletano senza lavoro che vive in svizzera dalla sorella Caterina. Un incidente costringe la sorella ad abbandonare temporaneamente il lavoro, dato  che ha bisogno di costose cure. A Martino non resta che lavorare al posto di Caterina come uomo delle pulizie presso il dottor Dott. Guglielmo Gioia, un mental coach specializzato nello spronare le persone attraverso il pensiero positivo e l’azione. Durante un’assenza del Dottor Gioia, data da un viaggio di lavoro, Martino ne approfitta per fingersi il suo assistente. Uno dei suoi primi pazienti sarà la famosissima campionessa di pattinaggio Arianna Croft che, dopo una brutta caduta sul ghiaccio, ha perso completamente fiducia in se stessa e amore per il proprio sport. I campionati europei di pattinaggio, però, sono alle porte: ce la farà Martino, nell’insolito ruolo di Mister Felicità a far tornare Arianna la campionessa che era?

CAST: I personaggi in rilievo sono interpretati da Alessandro Siani (Martino), Diego Abatantuono (dottor Guglielmo Gioia), Carla Signoris (Augusta) ed Elena Cucci (Arianna Crof); in secondo piano troviamo Cristiana Dell’Anna (Caterina), Yari Gugliucci (Procolo) e David Zed (allenatore nazionale).

REGIA: La pellicola è diretta ed interpretata da Alessandro Siani. Alcune ambientazioni all’interno del film sono davvero molto belle e adeguate per la situazione, ma perlopiù è utilizzata una regia statica e monotona; con un minimo di dinamicità, Siani avrebbe realizzato qualcosa di più scorrevole.

LOCATIONS: Nel film sono visibili principalmente paesaggi montuosi; le scene sono state girate nel nord Italia e in alcuni territori della Svizzera.

COMMENTO: Siamo sempre al punto di partenza; il film non è scorrevole, dalla regia alle battute, ormai scontate. La trama sembra essere messa lì per “bellezza”; non c’è avvenimento che regga. Uno dei pochi punti a favore è il cast, dimostratosi coinvolto all’interno di quasi ogni parte. Non posso aggiungere altro, ormai si è consapevoli del fatto che si sta visionando il solito film.

VOTO: 5,8

Recensione a cura di Simone Canfora

 

 

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