Recensione Blade Runner 2049

Blade Runner 2049, recensione del sequel di Denis Villeneuve

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Ambientato trent’anni dopo le vicende di Blade Runner, il film vede K, ufficiale della polizia di Los Angeles, dissotterrare un segreto in grado di gettare quel che resta della società nel caos. Questo avvenimento lo porterà alla ricerca di Rick Deckart, un cacciatore di replicanti creduto disperso.

CAST: E’ Ryan Gosling, interprete dell’agente K, a condurre quest’odissea al largo dei bastioni di Orione; ad accompagnarlo saranno Harrison Ford (Deckart), Ana de Armas (Joi), Jared Leto (Wallace) e Sylvia  Hoeks (Luv).

REGIA: La pellicola è diretta da Denis Villeneuve, che riprende le basi del visionario universo di Ridley Scott, riadattandolo ad un decadente futuro distopico. Incantato ne è lo spettatore, naufrago dell’immensa messinscena, scandita da una colonna sonora a tema Sci-Fi.

LOCATIONS: Le ambientazioni del film sono state ricreate in Ungheria, presso il ”Korda Studio”.

COLONNA SONORA: Composta da Hans Zimmer e Benjamin Wallfisch, la colonna sonora richiama il tema originale eseguito da Vangelis nel 1982. Presenti anche alcuni estratti di Elvis Presley, che donano un tocco retrò alle ambientazioni.

COMMENTO: Blade Runner 2049 si è rivelato un capolavoro artistico, guidato da una pittoresca direzione della fotografia, strettamente legata ad un poetica regia. Nota d’eccezione per il comparto grafico, di cui siamo certi se ne sentirà parlare agli Oscar 2018.

VOTO: 8,6