Amarcord

#ThrowbackThursday: Recensione Amarcord di Federico Fellini

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Guarda quante ce ne sono, oh. Milioni di milioni di milioni di stelle. Ostia ragazzi, io mi domando come cavolo fa a reggersi tutta sta baracca.

La storia di Amarcord si svolge nel corso di un anno, dalla primavera del 1932 alla primavera del 1933, e traspone la Rimini onirica esattamente come la ricordava Fellini nei suoi sogni.  In questo borgo si intrecciano le vite e le vicende di svariati personaggi, che rappresentano tutte le sfaccettature della società italiana di inizio anni ’30, tra fascismo e feste di piazza.

CAST: Trattandosi di un film corale, il cast è davvero vasto e ricco, regalandoci delle meravigliose scene che racchiudono numerosi personaggi tutti insieme. Spiccano, tra i tanti: Magali Noël, che interpreta un’attempata ma procace donna conosciuta in paese come “La Gradisca”; Ciccio Ingrassia, nei panni di uno zio matto che regalerà momenti davvero esilaranti, e soprattutto Bruno Zanin nei panni del giovane Titta Biondi, sul quale il regista presta parecchia attenzione, seguendone la maturazione nel corso della storia.

REGIA: Amarcord è scritto e diretto da Federico Fellini, definito uno dei più importanti registi della storia del cinema. Nel film si può notare un’importante vena autobiografica, di cui Titta è portatore, attraverso il quale Fellini ricorda gli amici di infanzia, i luoghi e i tempi che hanno segnato la sua vita, farcendo il tutto con una nota malinconica quasi impercettibile ma pungente. Il titolo stesso, a m’arcord, ovvero “mi ricordo”, ne è una conferma.

LOCATION: Le riprese si svolgono durante l’estate del 1973 all’interno di un enorme set a Cinecittà, che ricostruisce parzialmente la Rimini come nei ricordi di Fellini, che inventò tutto il resto.

COMMENTO: Come già accennato, la comicità del film cela quella malinconia riconoscibile quasi in tutti i film di Fellini, accentuata, in questo caso, dalle musiche nostalgiche di Nino Rota. Inoltre, il film presenta uno spaccato della società italiana del tempo, facendo sentire lo spettatore uno degli innumerevoli personaggi in scena.
Insomma, si possono usare innumerevoli aggettivi per descrivere Amarcord, uno di quei film che un amante del cinema non può perdere.

VOTO: 8

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