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Recensione Thor Ragnarok, il nuovo film dedicato al dio del tuono di casa Marvel

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Noi due ci conosciamo, è un collega di lavoro!

Trama: Questa nuova avventura dell’universo cinematografico Marvel vede come protagonista il dio del tuono Thor, imprigionato dall’altro lato dell’universo senza il suo potente martello, il quale si vedrà costretto a lottare contro il tempo per tornare ad Asgard e fermare il Ragnarok – la distruzione del suo mondo e la fine della civiltà asgardiana – per mano di una nuova e onnipotente minaccia, la spietata Hela. Ma prima dovrà sopravvivere a un letale scontro fra gladiatori che lo metterà contro il suo vecchio alleato e compagno nel team degli Avengers: Hulk.

Cast: Nei panni di Thor e di Hulk ritornano Chris Hemsworth e Mark Ruffalo, in quelli di Loki Tom Hiddleston, Mentre invece come Odino e Heimdall ritroviamo Anthony Hopkins e Idris Elba e, fatta eccezione per quest’ultimo, che offre un’interpretazione posata e mai sopra le righe, il resto del cast non si prende mai sul serio, rendendo i loro personaggi macchiettistici, che tuttavia funzionano, poiché riescono a sposarsi perfettamente col tono spensierato scelto per il film.
Come New Entry abbiamo Tessa Thompson nel ruolo di Valchiria, che dimostra di cavarsela ad interpretare un personaggio potenzialmente interessante e con una discreta caratterizzazione.
Come guest star troviamo Jeff Goldblum nel ruolo del gran maestro, che grazie alle sue doti attoriali regala un personaggio estremamente divertente, aiutato anche dal lavoro di truccatori e costumisti, che donano al personaggio una buona presenza scenica.
Risultano invece sprecati Cate Blanchett e Karl Urban nei ruoli dei due villains Hela e Skurge, che nonostante la bravura di entrambi, non riescono a fare breccia nel cuore dello spettatore, risultando dimenticabili, causa una scrittura superficiale dei personaggi

Regia: Dietro la macchina da presa troviamo Taika Waititi, regista, sceneggiatore e comico Neozelandese.
Pur non essendo particolarmente brillante, la regia di Waititi si rivela efficace soprattutto nelle scene d’azione, che risultano essere chiare, fluide e ben coreografate.

Locations: Le riprese hanno avuto inizio il 4 luglio 2016 ai Village Roadshow Studios di Oxenford, Gold Coast, nel Queensland (Australia), utilizzando tutti e nove i teatri di posa degli studi.
A Luglio di quest’anno si sono tenute tre settimane di riprese aggiuntive ad Atlanta.

Commento: Dopo due film fallimentari, la Marvel ci riprova cambiando completamente registro, cercando di chiudere come meglio può la saga del dio del tuono in vista del nuovo capitolo di Avengers.
A differenza dei primi due capitoli , in cui veniva data una visione del mondo asgardiano con elementi tipicamente shakespeariani, quali I conflitti familiari, la lotta per il potere e gli intrighi di corte, avendo un occhio di riguardo verso la mitologia nordica e la cultura medievale, in particolare quella vichinga, questa volta si punta ad un genere “science fantasy anni ’70/’80”, seguendo la scia del successo dei guardiani della galassia.
Questo drastico cambiamento comporta ad uno stravolgimento totale della visione del mondo di Thor e ad un alleggerimento dei toni, con una conseguente trascuratezza di temi quali la crescita interiore, la dedizione al proprio dovere e il mettere da parte le proprie divergenze per un bene superiore, in favore di un’intrattenimento più infantile e spensierato, quasi cartoonesco, che tuttavia funziona.
La pellicola infatti ha il grande pregio di non prendersi mai sul serio, con un susseguirsi di gag divertenti, che non si rivelano mai essere fini a se stesse ma in vista di una narrazione più ampia, come già accaduto nei guardiani della galassia.
In conclusione Thor: Ragnarok non è altro che un grande giocattolone discretamente confezionato, che rispecchia perfettamente le intenzioni del regista e della Marvel di proporre un film di puro intrattenimento, andando però a sacrificare temi potenzialmente interessanti.

VOTO: 6

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