Tutti i soldi del mondo

Recensione di “Tutti i soldi del mondo” il nuovo film di Ridley Scott sul rapimento di John Paul Getty III

in Biografico/Drammatico/Notizie/Recensione da

“Temo di non avere denaro da perdere”

Nell’estate del 1973, il nipote sedicenne del magnate del petrolio Jean Paul Getty viene rapito da una banda di uomini mascherati mentre si aggira per i vicoli di Roma. Nonostante le pressioni della madre Gail Harris, il facoltoso industriale del petrolio, noto per essere l’uomo più ricco e al tempo stesso più avido del mondo, rifiuta di pagare l’esorbitante richiesta di riscatto che ammonta a 17 milioni di dollari. Il rapimento del nipote preferito, infatti, non è per lui ragione sufficientemente valida per rinunciare a parte delle sue fortune, tanto da costringere la madre del ragazzo e l’uomo della sicurezza Fletcher Chace, incaricato di intavolare una trattativa con i malviventi, a una sfrenata corsa contro il tempo per raccogliere i soldi, pagare il riscatto e riabbracciare finalmente il giovane Paul.

Cast: Il film è caratterizzato da tre personaggi principali:

La protagonista Gail Harris, madre del giovane Paul, interpretata da Michelle Williams, che dimostra di cavarsela nel ruolo di una donna afflitta, spinta da puri sentimenti materni a scontrarsi con un mondo amorale, in cui l’unica cosa che conta davvero è il denaro.

L’ex agente della CIA e capo della sicurezza di Getty, Fletcher Chace, interpretato da Mark Wahlberg, che da una buona interpretazione del personaggio, dimostrando di essere l’attore valido che è sempre stato, anche dopo un periodo nel quale si stava perdendo con mediocri progetti commerciali.

E infine, nei panni del magnate Jean Paul Getty, troviamo Christopher plummer, il quale, come è ben risaputo, è stato chiamato a sostituire l’attore premio Oscar Kevin Spacey, allontanato dal progetto in seguito alle accuse di molestie sessuali che lo hanno travolto. Plummer si dimostra ben più che un semplice sostituto, infatti regala un’interpretazione brillante di un personaggio spietato e senza scrupoli, che è la perfetta incarnazione dell’avidità umana nella sua versione più pura. L’attore canadese inoltre riesce, grazie alla sua ottima recitazione, ad esplorare la psicologia di Getty, caratterizzata dall’ossessione per il denaro e dalla visione delle persone che lo circondano come oggetti da poter comprare e possedere. Un uomo talmente fiero della sua posizione e del mondo che ha creato, tanto da credersi discendente da una nobile stirpe imperiale romana, pensando di avere il mondo nelle sue mani e di poter ottenere qualsiasi cosa.

Regia: La regia è di Ridley Scott, tanto amato ed odiato regista di grandi cult come “ I Duellanti” (1977), “Alien” (1979), “Blade Runner” (1982) e “il Gladiatore” (2000). Nonostante molti dei suoi ultimi film non siano stati all’altezza, registicamente sono sempre risultati validi e “Tutti i soldi del mondo” non si dimostra da meno. Infatti, oltre ad un buon montaggio, un’interessante fotografia di Dariusz Wolski, che lavora su colori scuri per sottolineare l’atmosfera di un mondo oscuro e spietato che opprime i personaggi, Il film vive di una solida regia, sempre concentrata sui protagonisti.

Scott si sofferma molto sui volti degli attori, con un’abbondanza di primi piani, utilizzati per descrivere i vari stati d’animo e metterli a confronto fra di loro, con una madre costantemente in ansia per le sorti del proprio figlio da una parte, ed un nonno freddo e distaccato dall’altra, con un volto statuario che ricorda la sua collezione di busti, a cui il personaggio tiene molto, poiché, trattandosi di oggetti inanimati, sono impossibilitati a provare emozioni e a tradire la sua fiducia, a differenza delle persone che lo circondano.

La Regia di Ridley Scott acquista di valore se si pensa che, a causa dell’eliminazione di Kevin Spacey dalla pellicola, le scene con Getty sono state rigirate con Cristopher Plummer nel ruolo, solo due mesi prima dell’uscita del fim nelle sale, finendo il lavoro in tempi record. Inoltre i Reshoot con Plummer sono incastonati alla perfezione con le scene originali, senza dare l’impressione che siano stati girati in un secondo momento.

Locations: Le riprese del film sono cominciate nel maggio del 2017 a Roma, continuate poi a luglio dello stesso anno nella casa di campagna inglese Elveden Hall, nel Suffolk, utilizzata anche come location di alcuni flashback ambientati in Marocco. Le prime riprese si sono concluse nell’agosto del 2017. Tuttavia, in seguito alla cancellazione dalla pellicola delle scene in cui era protagonista Kevin Spacey, nel ruolo di Jean Paul Getty, vi sono state delle riprese aggiuntive cominciate il 20 novembre 2017 e tenutesi a Roma e Londra, per un costo aggiuntivo di 10 milioni di dollari, un quarto del budget originale, con l’attore ottantottenne Cristopher Plummer come sostituto di Spacey. Plummer, con solo pochi giorni utili a prepararsi per il ruolo, si è rifiutato di vedere l’interpretazione di Spacey per non esserne influenzato e “creare il proprio Getty”, paragonando la mancanza di preparazione e di fonti esistenti su cui basare il personaggio, vista l’estrema riservatezza che il magnate ebbe durante il corso della propria vita, all’esperienza recitativa del teatro. Per facilitare le riprese, sia Michelle Williams che Mark Wahlberg hanno accettato di rigirare le loro scene con Plummer, senza ricevere alcun compenso. Le riprese aggiuntive sono terminate il 29 novembre, meno di un mese prima dell’uscita del film.

Commento: “Tutti i soldi del mondo”, film ormai diventato noto per il caso Kevin Spacey, soffre purtroppo di grandi difetti che vanno oltre la complicazione del licenziamento dell’attore premio Oscar a produzione già inoltrata. Infatti, come è tipico di alcuni film di Scott, vi sono vari cali di ritmo soprattutto nella parte centrale, la quale manca di grinta, risultando essere abbastanza debole e spenta, con un conseguente appesantimento del racconto, che tuttavia si riprende nella parte finale. Il film inoltre, si perde in fastidiosi stereotipi sull’Italia, in cui è ambientata gran parte della vicenda. Infatti possiamo notare carabinieri al limite dell’idiozia, brigate rosse che devono tappezzare il loro covo di stemmi per far capire chi sono e sequestratori italiani che non fanno altro che mangiare, sorseggiare vino e ballare tarantelle come se fosse un’abitudine tipica del nostro paese.
Ma, nonostante i grossolani difetti, “Tutti i soldi del mondo” risulta essere un buon film ben confezionato da Scott, che sforna indubbiamente uno dei lavori migliori del suo ultimo periodo.

Il film, infine, riesce a coinvolgere lo spettatore, narrando in maniera interessante il rapimento del giovane Paul Getty, con una buona riflessione sul mondo che ci circonda, in cui tutto si riduce ad una pura e semplice questione di affari e possesso personale, dove i soldi contano più dei sentimenti umani più puri, come l’amore di una madre per il proprio figlio.

Voto: 7,4

Lascia un commento

Your email address will not be published.

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.