Nuovo Cinema Paradiso

#ThrowbackThursday: Recensione Nuovo Cinema Paradiso

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Qualunque cosa farai, amala, come amavi la cabina del Paradiso quando eri picciriddu.

Nuovo Cinema Paradiso racconta una splendida storia di amicizia tra Alfredo, proiezionista del cinematografo parrocchiale di Giancaldo in Sicilia, e Salvatore, diventato poi da grande un regista affermato a Roma. Tutta la vicenda, dall’infanzia di Salvatore all’interno del piccolo paese fino alla partenza dallo stesso per cercare fortuna a Roma, è ripercorsa nella memoria di Salvatore dopo la notizia della morte di Alfredo. Salvatore ritornerà in paese in occasione dei funerali e, tra le tante sorprese che lo accoglieranno, scoprirà il destino toccato al tanto affezionato Nuovo Cinema Paradiso.

CAST: Nel cast troviamo Philippe Noiret (Alfredo il proiezionista), Jacques Perrin (Salvatore da adulto), Salvatore Cascio (Salvatore da bambino), Agnese Nano (Elena, corteggiata da Salvatore) e Pupella Maggio (Maria, madre di Salvatore).
Salvatore Cascio, un bambino di neanche 10 anni al tempo delle riprese e dell’uscita della pellicola, riesce a interpretare al meglio il suo personaggio durante il periodo di permanenza a Giancaldo, tra scuola e fughe dalla vita familiare per rifugiarsi al cinematografo, risultando molto credibile, riuscendo anche a commuovere in alcune scene.

REGIA: Alla regia troviamo Giuseppe Tornatore per il suo secondo lungometraggio. La regia risulta semplice e dolce, ma efficace e coinvolgente. Inoltre la costruzione della pellicola, basata tutta su un lungo flashback, non disorienta il pubblico, cosa che a volte succede in altre pellicole che usano lo stesso artificio registico.
Piccola curiosità: lo stesso Tornatore appare in un piccolo cameo, alla fine del film, come proiezionista.

LOCATION: Le riprese si sono tenute tutte nel sud Italia. Gli esterni del film sono stati girati in Sicilia: Bagheria, Cefalù, Castelbuono, Lascari (la stazione di Giancaldo è la stazione di Lascari), Chiusa Sclafani, Palazzo Adriano (set della piazza del cinema), Santa Flavia, San Nicola l’Arena, Termini Imerese, ruderi di Poggioreale e Oriolo Romano.
Il Nuovo Cinema Paradiso in realtà non esiste, è stato interamente ricostruito, collocato nella piazza e smontato alla fine delle riprese. Le riprese all’interno del cinema sono della Chiesa di Maria Santissima del Carmelo sempre a Palazzo Adriano.

COMMENTO: Come per la maggior parte dei film italiani di quegli anni diretti da registi come Fellini o Tornatore, non ci troviamo di fronte solo a una bella storia, ma più in generale la pellicola mostra quasi sempre uno spaccato della società di quegli anni, soprattutto se il film è ambientato nel sud Italia come Nuovo Cinema Paradiso. Tutti gli aspetti della recitazione degli attori, molti dei quali sono originari proprio delle zone in cui è ambientata la vicenda, risentono di questa responsabilità, quella di rappresentare al meglio le usanze, le credenze, i modi di dire, il dialetto e tutti gli altri elementi regionalistici che meglio identificano le persone del posto: Nuovo Cinema Paradiso riesce perfettamente nell’impresa. Una riflessione è doverosa anche per quanto riguarda il rapporto tra Alfredo e Salvatore o, come è soprannominato da Alfredo stesso, “Totò”: la loro non è solo una grande amicizia, ma tra i due si instaura un vero e proprio rapporto padre/figlio, dove Alfredo si ritrova a essere un mentore per il piccolo Salvatore, una figura di riferimento, forse l’unica all’interno del paese. Questo rapporto è indubbiamente indispensabile per Salvatore, al quale manca da fin troppo tempo una figura paterna: il padre infatti è partito per il servizio militare a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale e la famiglia non ha più alcuna sua notizia ormai da qualche anno. Ultima nota per il vero fulcro di tutto il film, ovvero il Cinema, con il suo grande fascino e le forti emozioni che riesce a suscitare in chiunque ne sia appassionato, con ogni tipo di pellicola o genere cinematografico: qui, il Cinema rappresenta un rifugio, una zona sicura dove Salvatore e gli altri compaesani possono isolarsi dai problemi della vita reale, concedendosi qualche momento di piacere, in tutte le sue forme. Un film che merita senz’altro di essere recuperato o, per i più nostalgici, di essere rivisto nel corso degli anni, vincitore, tra i tanti riconoscimenti importanti, di un Oscar come miglior film straniero nel 1990 e un David di Donatello come miglior colonna sonora a Ennio Morricone nel 1989.

VOTO: 8

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