Sesso d’autore – Libertà d’espressione, al cinema.

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Sesso d’autore – Libertà d’espressione, al cinema.

C’è chi definisce, forse errando, il cinema realtà. Tale affermazione, con basi strettamente metafisiche, pone l’autore dinnanzi ad una espressione prismatica del vero, costituita da vari temi e sfaccettature, ciascuno di essi relativamente più, o meno esplicito. Questa realtà incrocia però un concetto ben più immateriale, quale è l’opinione pubblica. Quest’ultima si pone difatti all’autore manipolando alcuni aspetti della realtà in chiave fittizia, adattando il pensiero originale a quello censitario. Così facendo possiamo tracciare un percorso evolutivo del pensiero comune, e di come esso sia mutato con il passare degli anni. Eppure, non sapremo mai quale sia la realtà più sincera e profonda dell’autore davanti ad un tema, quale è il sesso. Credeva Ungaretti, dicono alcuni, e crede tutt’ora, diranno altri, che ogni cosa debba avere un suo segreto. Così come i suoi ermetismi, anche il cinema può quindi avere una quarta parete a noi invisibile, presente solo all’autore. Questo muro però, possiamo a malapena intravederlo; la mano di un’artista si misura anche in base alle sue capacità di oltrepassare questi ostacoli, riflettendo, seppur lontamente, quello spirito di sincerità che in fondo permea in ogni cosa.

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